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App istallata nei cellulari dei criminali, centinaia di arresti – Oceania


(ANSA) – SYDNEY, 08 GIU – Centinaia di persone sono state
arrestate in diverse parti del mondo in una massiccia operazione
contro la criminalità organizzata, grazie all’infiltrazione
della polizia in un’app utilizzata per scambiare messaggi in
codice tra criminali. Lo ha reso noto oggi la polizia federale
australiana.
   
L’operazione è stata eseguita in diversi paesi di Europa,
Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda ed è riuscita a
decodificare in tempo reale e per tre anni migliaia di
comunicazioni crittografate all’interno di reti criminali di
ogni tipo. La polizia neozelandese dal canto suo ha descritto
l’operazione come “la più sofisticata al mondo contro la
criminalità organizzata che sia stata condotta fino a oggi dalla
polizia”. Questa massiccia intercettazione di messaggi è stata
resa possibile da un’applicazione chiamata ‘ANoM’, che i
criminali di tutto il mondo usavano per comunicare in modo
criptato ma che in realtà era controllata dall’Fbi. Questi
messaggi riguardavano in particolare progetti di assassinio e
traffico di droga e armi, ha affermato la polizia australiana
che ha arrestato 224 persone. E altre “centinaia di persone sono
state arrestate” fuori dall’Australia, ha aggiunto.
   
L’applicazione ANoM era stata installata sui telefoni
cellulari che, privi di ogni altra funzionalità, venivano
scambiati al mercato nero. Un telefono di questo tipo può
comunicare solo con un altro telefono contenente l’applicazione.
   
“I dispositivi sono circolati e la loro popolarità è cresciuta
tra i criminali, che avevano fiducia nella legittimità
dell’applicazione perché le principali figure della criminalità
organizzata ne garantivano l’integrità”, ha aggiunto. “Questi
influencer criminali hanno messo la polizia federale australiana
nelle tasche di centinaia di sospetti trasgressori”, ha
dichiarato il capo della polizia australiana Reece Kershaw nella
dichiarazione. “Fondamentalmente, si sono ammanettati l’un
l’altro abbracciando e fidandosi di ANoM e comunicando
apertamente con esso, non sapendo che li stavamo ascoltando
tutto il tempo”, ha aggiunto. L’operazione è stata denominata in
codice ‘Ironside’ in Australia e ‘Trojan Shield’ in tutto il
mondo. (ANSA).
   

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